Mi hanno chiesto di noi e non ho saputo rispondere.
Mi hanno chiesto di me e ho mentito.
Mi hanno chiesto di te e avrei potuto parlare per ore.
Inevitabilmente si cresce e si cercano sempre risposte alle numerose domande che si moltiplicano nella nostra testa. Solitamente ci si chiede cosa va bene e cosa no, cosa vorremmo cambiare e cosa vorremmo riavere e cosa siamo disposti a perdere perché qualcosa cambi. Siamo dunque tutti alla ricerca di un equilibrio che pur precario, è ciò che desideriamo prima di andare a letto.
Ma davvero ciò che desideriamo porta all'equilibrio? E questo equilibrio è davvero la chiave per la felicità?
Ecco perché l'equilibrio è un'illusione, è una caccia ad una creatura mitologica impartita da libri, film e canzonette estive. La vita non è che, invece, disequilibrio.
Pensateci:
la prima volta che siete stati innamorati eravate sicuri?
la prima volta che avete avuto un successo eravate in piena forma?
la prima volta che avete fatto l'amore eravate tranquilli?
No, le emozioni non sono che un gorgoglio vulcanico pronto a esplodere e nelle esplosioni non c'è equilibrio ma caos costante ed è di quel caos che si nutrono le emozioni umane.
Non c'è vita nella tranquillità, c'è vita nel vigore dell'instabilità e per quanto folle possa sembrare, ricordate le vostre prime volte, ricordate l'adrenalina, il sudore e la paura: ricorderete che è proprio da lì, dall'incertezza, che sono nati momenti che saremmo disposti a tutto pur di rivivere.
mercoledì 29 luglio 2015
lunedì 27 luglio 2015
Lettera aperta ai "Quando pensi di fidanzarti?"
Cari parenti tutti e di tutti,
sono qui perché voglio parlarvi. Parlo a nome di tutti i nipoti single del globo: basta chiedere quando ci fidanziamo.
Noi lo sappiamo: voi ci amate e volete la nostra felicità. Ma chi ve lo dice che la nostra felicità è legarci a doppio nodo con qualcuno?
Perché non ci chiedete, invece, se siamo felici? Sicuramente vi risponderemo con una bugia ma non è quello l'importante.
Parenti tutti, chiedeteci se siamo innamorati, chiedeteci se siamo soddisfatti delle nostre vite e non se abbiamo qualcuno con cui condividerle perché non è quello l'importante. Chiedeteci se stiamo lavorando e se la salute è perfetta, perché il lavoro e la salute sono già due cardini importanti per una vita buona. Chiedeteci se abbiamo dei progetti perché chi non ha progetti, in sostanza, non vive e voi non volete che i vostri nipoti siano nullafacenti.
Davvero famigliari, basta chiederci se c'è una donna o un uomo a cui siamo legati perché non è importante né a 20, né a 30 e né a 40 anni.
Capiteci, siamo nell'era della comunicazione tecnologica, non di quella relazionale. Le relazioni ormai sono problematiche più di quanto lo fossero ai vostri tempi. Voi non avevate telefoni o mezzi di distrazione mentre noi invece siamo contaminati da comunicazione passiva e confusa. Invece di chiederci se abbiamo qualcuno, parlateci di come vi siete innamorati del nonno o della nonna, ispirateci, dateci conforto, perché se siamo single è anche perché in questo periodo la solitudine è il motore delle relazioni. Si, cari avi, i miei coetanei decidono di avere una relazione per riempire un vuoto e sono sicuro che voi non volete vederci accasati con una persona che non amiamo. Perché noi il vuoto decidiamo spontaneamente di non riempirlo, perché cerchiamo l'amore, non una relazione.
Dunque cari futuri antenati, non chiedeteci se siamo congiunti ad un altro corpo, ma se la nostra anima sta bene. Chiedeteci se siamo innamorati, perché forse, in quel momento, lo domanderemo anche noi a noi stessi e forse troveremo la risposta illuminante.
Vi vogliamo bene.
sono qui perché voglio parlarvi. Parlo a nome di tutti i nipoti single del globo: basta chiedere quando ci fidanziamo.
Noi lo sappiamo: voi ci amate e volete la nostra felicità. Ma chi ve lo dice che la nostra felicità è legarci a doppio nodo con qualcuno?
Perché non ci chiedete, invece, se siamo felici? Sicuramente vi risponderemo con una bugia ma non è quello l'importante.
Parenti tutti, chiedeteci se siamo innamorati, chiedeteci se siamo soddisfatti delle nostre vite e non se abbiamo qualcuno con cui condividerle perché non è quello l'importante. Chiedeteci se stiamo lavorando e se la salute è perfetta, perché il lavoro e la salute sono già due cardini importanti per una vita buona. Chiedeteci se abbiamo dei progetti perché chi non ha progetti, in sostanza, non vive e voi non volete che i vostri nipoti siano nullafacenti.
Davvero famigliari, basta chiederci se c'è una donna o un uomo a cui siamo legati perché non è importante né a 20, né a 30 e né a 40 anni.
Capiteci, siamo nell'era della comunicazione tecnologica, non di quella relazionale. Le relazioni ormai sono problematiche più di quanto lo fossero ai vostri tempi. Voi non avevate telefoni o mezzi di distrazione mentre noi invece siamo contaminati da comunicazione passiva e confusa. Invece di chiederci se abbiamo qualcuno, parlateci di come vi siete innamorati del nonno o della nonna, ispirateci, dateci conforto, perché se siamo single è anche perché in questo periodo la solitudine è il motore delle relazioni. Si, cari avi, i miei coetanei decidono di avere una relazione per riempire un vuoto e sono sicuro che voi non volete vederci accasati con una persona che non amiamo. Perché noi il vuoto decidiamo spontaneamente di non riempirlo, perché cerchiamo l'amore, non una relazione.
Dunque cari futuri antenati, non chiedeteci se siamo congiunti ad un altro corpo, ma se la nostra anima sta bene. Chiedeteci se siamo innamorati, perché forse, in quel momento, lo domanderemo anche noi a noi stessi e forse troveremo la risposta illuminante.
Vi vogliamo bene.
mercoledì 22 luglio 2015
LinkedIn: il social network dei professionisti
I social network sono principalmente dei canali di comunicazione tra conoscenti e amici. O almeno, quella era l'idea iniziale da cui sono nati. Eppure tramite i social network si può fare molto per trovare un lavoro: LavoriAmo non è infatti un gruppo di Facebook?
Ecco, i social network possono essere uno strumento utile per trovare lavoro e per creare un personal branding capace e utile alle nostre necessità.
Oggi volevo parlarvi di LinkedIn, il social network dei professionisti.
In pochi lo usano in Italia ma all'estero è un must per chi vuole creare una carriera perché su LinkedIn ci sono tutte le aziende e i luoghi di lavoro, sia quelli noti che quelli meno noti, e anche i dipendenti di esse. In questo modo ognuno può, tramite delle opzioni date dal sito, scrivere il proprio curriculum vitae in un modo ancora più funzionale del solito metodo cartaceo.
Perché può aiutare a trovare lavoro?
Perché tra i dipendenti di un'azienda ci sono anche i reclutatori e saranno proprio loro a cercare chi assumere a seconda delle proprie esigenze aziendali.
E poi con LinkedIn si può creare una rete di colleghi ed ex colleghi che possono testimoniare tramite i loro commenti, l'esperienza che hanno avuto nel lavorare con altre persone migliorando così sia il personal branding che la notorietà nei confronti dei reclutatori.
L'ultimo consiglio che vi voglio dare prima di iscrivervi a LinkedIn è ricercare il materiale che può essere utile per completare il vostro profilo: ricerche, pubblicazioni e attestati, saranno la chiave per differenziarvi con il resto degli utenti!
Ecco, i social network possono essere uno strumento utile per trovare lavoro e per creare un personal branding capace e utile alle nostre necessità.
Oggi volevo parlarvi di LinkedIn, il social network dei professionisti.
In pochi lo usano in Italia ma all'estero è un must per chi vuole creare una carriera perché su LinkedIn ci sono tutte le aziende e i luoghi di lavoro, sia quelli noti che quelli meno noti, e anche i dipendenti di esse. In questo modo ognuno può, tramite delle opzioni date dal sito, scrivere il proprio curriculum vitae in un modo ancora più funzionale del solito metodo cartaceo.
Perché può aiutare a trovare lavoro?
Perché tra i dipendenti di un'azienda ci sono anche i reclutatori e saranno proprio loro a cercare chi assumere a seconda delle proprie esigenze aziendali.
E poi con LinkedIn si può creare una rete di colleghi ed ex colleghi che possono testimoniare tramite i loro commenti, l'esperienza che hanno avuto nel lavorare con altre persone migliorando così sia il personal branding che la notorietà nei confronti dei reclutatori.
L'ultimo consiglio che vi voglio dare prima di iscrivervi a LinkedIn è ricercare il materiale che può essere utile per completare il vostro profilo: ricerche, pubblicazioni e attestati, saranno la chiave per differenziarvi con il resto degli utenti!
martedì 21 luglio 2015
Voglio essere single, ma insieme a te, con dignità
Voglio che tu esca a bere una birra con gli amici. Voglio che, nel pieno dei postumi di una sbornia, tu non mi chiami chiedendomi di raggiungerti perché non sono una badante e non dirmi che vuoi stringermi tra le tue braccia, perché sei ubriaco, probabilmente vomiterai.
Voglio che, appena sveglio, parli con me di tutto quello che ti passa per la testa ma che ti senta libero di fare dei piani diversi per il resto della giornata, basta che non siano cazzate incoscienti perché sei vicino ai 30 e non mi sembra il caso di lasciare il lavoro per andare a vivere nella foresta. Io farò altrettanto.
Voglio che mi racconti delle tue serate con gli amici. Che tu mi dica di quella ragazza al bar che non smetteva di guardarti, che ti faccia una foto con lei, così dopo aver massacrato te, andrò da lei. Non voglio che mi scrivi quando sei ubriaco per dirmi cose senza senso, solo per assicurarti che anche io ti sto pensando, perché non ti sto pensando, sto dormendo.
Voglio ridere mentre facciamo l'amore, magari perché ci sentiamo goffi mentre sperimentiamo tra le lenzuola e non perché sei impedito. Voglio che, mentre siamo con i nostri amici, tu mi prenda per mano e mi porti in un'altra stanza perché non resisti più e vuoi fare l'amore con me proprio lì, in quel momento. Già ci vedo mentre cerchiamo di essere più silenziosi possibile per non farci sentire. Poi però non criticarmi se leggo "50 sfumature di grigio".
Voglio mangiare con te, voglio sentirmi libera di parlarti di me e che tu faccia lo stesso. Voglio immaginare l'appartamento dei nostri sogni, pur sapendo che forse non andremo mai a vivere insieme, perché molto probabilmente mi lascerai se parlo ancora di quell'appartamento. Voglio che tu mi racconti dei tuoi piani senza capo né coda. Voglio che tu mi sorprenda, che tu mi dica "Prendi il passaporto, partiamo!" e che tu paghi per me, perché studio e non ho un soldo.
Voglio aver paura insieme a te, però i ragni gli schiacci tu. Voglio fare cose che non farei con nessun altro, solo perché con te mi sento sicura. Voglio rientrare a casa ubriaca dopo una serata con gli amici e non voglio che tu mi prenda il viso tra le mani, mi baci e mi stringa forte, perché sono un'ubriacona: vomito anche io.
Voglio che tu abbia la tua vita, che decida su due piedi di partire per un viaggio e che tu lo faccia conscio che al tuo ritorno io sarò con un altro. Voglio che mi lasci qui, sola e annoiata, ad aspettare che appaia un tuo "ciao" su Facebook così da lasciarmi tu quando ti racconterò che per tutta la tua vacanza non ho fatto altro che stare su Facebook. Non voglio sempre partecipare alle tue serate fuori e non voglio sempre doverti invitare alle mie. Così potremo raccontarcele a vicenda il giorno dopo.
Voglio qualcosa che sia, allo stesso tempo, semplice... ma non troppo. Qualcosa che mi metta in testa mille domande ma che mi consenta di conoscere la risposta appena sono vicina a te. Voglio che pensi che io sia bellissima, che tu sia orgoglioso di dirlo quando siamo insieme. Voglio sentirti dire che mi ami, proprio come farò io con te. Voglio che mi lasci camminare davanti a te così puoi goderti la vista del mio sedere, sapendo che è l'unico che puoi fissare.
Voglio fare dei piani, anche se non sappiamo se li realizzeremo oppure no. Voglio essere tua amica, la persona con la quale ami uscire e divertirti. Voglio che non perda il desiderio di flirtare con altre donne, ma che torni da me sempre, quando la serata volge al termine, soprattutto quando hai voglia di essere picchiato, perché se torni da me e mi racconti una cosa del genere, posso solo che picchiarti. Perché forse io sarò andata a casa prima, senza di te e tu come uno stronzo non mi hai seguita. Voglio essere la persona con cui adori fare l'amore ed addormentarti subito dopo. La persona che si leva di torno mentre lavori e che adora osservarti quando ti perdi nella musica che ami. Voglio avere una vita da single, ma con te. Così la nostra vita di coppia potrà essere uguale a quella che abbiamo oggi, come single, ma vissuta insieme, sicuri che insieme non ci saremo per tanto tempo.
Un giorno ti troverò, con dignità.
Voglio che, appena sveglio, parli con me di tutto quello che ti passa per la testa ma che ti senta libero di fare dei piani diversi per il resto della giornata, basta che non siano cazzate incoscienti perché sei vicino ai 30 e non mi sembra il caso di lasciare il lavoro per andare a vivere nella foresta. Io farò altrettanto.
Voglio che mi racconti delle tue serate con gli amici. Che tu mi dica di quella ragazza al bar che non smetteva di guardarti, che ti faccia una foto con lei, così dopo aver massacrato te, andrò da lei. Non voglio che mi scrivi quando sei ubriaco per dirmi cose senza senso, solo per assicurarti che anche io ti sto pensando, perché non ti sto pensando, sto dormendo.
Voglio ridere mentre facciamo l'amore, magari perché ci sentiamo goffi mentre sperimentiamo tra le lenzuola e non perché sei impedito. Voglio che, mentre siamo con i nostri amici, tu mi prenda per mano e mi porti in un'altra stanza perché non resisti più e vuoi fare l'amore con me proprio lì, in quel momento. Già ci vedo mentre cerchiamo di essere più silenziosi possibile per non farci sentire. Poi però non criticarmi se leggo "50 sfumature di grigio".
Voglio mangiare con te, voglio sentirmi libera di parlarti di me e che tu faccia lo stesso. Voglio immaginare l'appartamento dei nostri sogni, pur sapendo che forse non andremo mai a vivere insieme, perché molto probabilmente mi lascerai se parlo ancora di quell'appartamento. Voglio che tu mi racconti dei tuoi piani senza capo né coda. Voglio che tu mi sorprenda, che tu mi dica "Prendi il passaporto, partiamo!" e che tu paghi per me, perché studio e non ho un soldo.
Voglio aver paura insieme a te, però i ragni gli schiacci tu. Voglio fare cose che non farei con nessun altro, solo perché con te mi sento sicura. Voglio rientrare a casa ubriaca dopo una serata con gli amici e non voglio che tu mi prenda il viso tra le mani, mi baci e mi stringa forte, perché sono un'ubriacona: vomito anche io.
Voglio che tu abbia la tua vita, che decida su due piedi di partire per un viaggio e che tu lo faccia conscio che al tuo ritorno io sarò con un altro. Voglio che mi lasci qui, sola e annoiata, ad aspettare che appaia un tuo "ciao" su Facebook così da lasciarmi tu quando ti racconterò che per tutta la tua vacanza non ho fatto altro che stare su Facebook. Non voglio sempre partecipare alle tue serate fuori e non voglio sempre doverti invitare alle mie. Così potremo raccontarcele a vicenda il giorno dopo.
Voglio qualcosa che sia, allo stesso tempo, semplice... ma non troppo. Qualcosa che mi metta in testa mille domande ma che mi consenta di conoscere la risposta appena sono vicina a te. Voglio che pensi che io sia bellissima, che tu sia orgoglioso di dirlo quando siamo insieme. Voglio sentirti dire che mi ami, proprio come farò io con te. Voglio che mi lasci camminare davanti a te così puoi goderti la vista del mio sedere, sapendo che è l'unico che puoi fissare.
Voglio fare dei piani, anche se non sappiamo se li realizzeremo oppure no. Voglio essere tua amica, la persona con la quale ami uscire e divertirti. Voglio che non perda il desiderio di flirtare con altre donne, ma che torni da me sempre, quando la serata volge al termine, soprattutto quando hai voglia di essere picchiato, perché se torni da me e mi racconti una cosa del genere, posso solo che picchiarti. Perché forse io sarò andata a casa prima, senza di te e tu come uno stronzo non mi hai seguita. Voglio essere la persona con cui adori fare l'amore ed addormentarti subito dopo. La persona che si leva di torno mentre lavori e che adora osservarti quando ti perdi nella musica che ami. Voglio avere una vita da single, ma con te. Così la nostra vita di coppia potrà essere uguale a quella che abbiamo oggi, come single, ma vissuta insieme, sicuri che insieme non ci saremo per tanto tempo.
Un giorno ti troverò, con dignità.
Storie di peccati: Invidia
Erano le povere orfane del villaggio e tutti lo sapevano.
Quando i loro genitori morirono per la malattia che aveva contagiato il villaggio, loro due, protette da una benedizione divina si salvarono.
La loro casa fu bruciata per evitare il contagio, così Invidia, ormai adolescente, e sua sorella Passione, poco più che una neonata, trovarono rifugio nel bosco. Invidia perse giovinezza e bellezza pur di badare alla sorella e rifiutò molte attenzioni da parte di pretendenti che sapevano della presenza di una fanciulla nei boschi.
Per lei la vita era una missione per far crescere la minore in gioia e spensieratezza caricandosi lei di oneri non adatti ad una giovane della sua età.
Passarono gli anni e Passione era oramai grande abbastanza per potersi occupare di sé mentre Invidia continuava a invecchiare e ormai la sua bellezza era già sfiorita da tempo. Passione un giorno si presentò nella sua casa accompagnata da un giovane. Disse alla sorella che si sarebbe sposata e che avrebbe avuto un bambino.
Invidia sorrise ma allo stesso tempo tramava alle spalle della sorella. Dopo una vita passata nei boschi ne conosceva i segreti e le proprietà delle piante che lì crescevano. Così prese quelle più velenose che conosceva, ne fece un infuso e lo diede al futuro marito della sorella che cadde morto dopo qualche secondo.
Passione, conosciuta la verità si allontanò dalla sorella e sua figlia, Vendetta, ucciderà la zia allo stesso modo in cui essa stessa uccise il padre anni prima.
Ora il suo corpo giace nel bosco, coperto di erba velenosa.
Quando i loro genitori morirono per la malattia che aveva contagiato il villaggio, loro due, protette da una benedizione divina si salvarono.
La loro casa fu bruciata per evitare il contagio, così Invidia, ormai adolescente, e sua sorella Passione, poco più che una neonata, trovarono rifugio nel bosco. Invidia perse giovinezza e bellezza pur di badare alla sorella e rifiutò molte attenzioni da parte di pretendenti che sapevano della presenza di una fanciulla nei boschi.
Per lei la vita era una missione per far crescere la minore in gioia e spensieratezza caricandosi lei di oneri non adatti ad una giovane della sua età.
Passarono gli anni e Passione era oramai grande abbastanza per potersi occupare di sé mentre Invidia continuava a invecchiare e ormai la sua bellezza era già sfiorita da tempo. Passione un giorno si presentò nella sua casa accompagnata da un giovane. Disse alla sorella che si sarebbe sposata e che avrebbe avuto un bambino.
Invidia sorrise ma allo stesso tempo tramava alle spalle della sorella. Dopo una vita passata nei boschi ne conosceva i segreti e le proprietà delle piante che lì crescevano. Così prese quelle più velenose che conosceva, ne fece un infuso e lo diede al futuro marito della sorella che cadde morto dopo qualche secondo.
Passione, conosciuta la verità si allontanò dalla sorella e sua figlia, Vendetta, ucciderà la zia allo stesso modo in cui essa stessa uccise il padre anni prima.
Ora il suo corpo giace nel bosco, coperto di erba velenosa.
domenica 19 luglio 2015
Storie di peccati: Avarizia
Le guerre per il potere sono antiche come vecchi alberi piantati da antenati di cui nessuno ricorda più il volto. Nella guerra del re vecchio e malvagio, i popoli sconfitti venivano resi schiavi o uccisi.
In una di queste guerre accadde un fatto straordinario: una schiava, Avarizia, venne resa regina.
Giovane e dalla pelle color cioccolato, Avarizia venne costretta a sposare il re vecchio e malvagio per assicurarsi che il suo popolo, già povero per la siccità e la carestia, non venisse ucciso o reso schiavo.
Avarizia veniva dal re trattata come una serva, non come una regina: lui pensava fosse stupida e che non comprendesse la sua lingua. Ma si sbagliava: dal momento in cui Avarizia prese la corona era decisa a far finire il regno e aiutata dalla numerosa servitù del castello, finita in quella condizione perché presa anch'essa in ostaggio dal re, riuscì a ucciderlo e ad essere l'unica ad avere il potere del regno.
In quella posizione poteva raccogliere l'oro e le vivande necessarie da portare al suo popolo ma doveva farlo con cautela o avrebbero capito il suo doppio gioco. Così negli anni Avarizia agli occhi del popolo che regnava, era una ladra, una despota, che teneva a sé tutte le ricchezze. In pochi conoscevano il suo segreto. Ma quando il popolo che la chiamava regina divenne povero e malato si scatenò una rivoluzione: le guardie reali si torsero contro di lei e la misero nelle prigioni.
Quando cercarono l'oro e le vivande a lei consegnate non trovarono nulla ma per sempre Avarizia venne conosciuta come la ladra, l'assassina di popoli.
Quando cercarono l'oro e le vivande a lei consegnate non trovarono nulla ma per sempre Avarizia venne conosciuta come la ladra, l'assassina di popoli.
sabato 18 luglio 2015
Storie di peccati: Ira
Ira era la figlia di un re ma di tutti i privilegi regi non se ne faceva nulla. Lei passava il suo tempo a leggere i libri, a fantasticare se mai fosse riuscita ad avere una storia d'amore come quelle che leggeva. E inaspettatamente, per una che credeva che avrebbe aspettato con timore la decisione del padre di sposarla con un uomo da lui scelto, lei trovò prima l'amore.
Era il figlio del contadino ma era gentile, buono e puro.
Passarono mesi prima che riuscirono a parlarsi. In quei mesi lei lo guardava dalla sua torre e lui, con la schiena rivolta verso la torre, sapeva di essere osservato dalla bellissima principessa.
Riuscirono a incontrarsi una notte e decisero di scappare: lei era incinta e lui aveva la forza e le possibilità per poter sfamare la sua amata e la loro futura bambina.
Scapparono e dopo poche settimane nacque Speranza. Ma erano dei fuggitivi: il padre di Ira, il re, aveva mandato le guardie reali per trovarla e far tornare a casa ma erano nascosti bene e tranquilli della loro posizione.
La loro vita trascorse nella quiete e nell'amore.
Poi tutto ebbe fine.
Dopo quasi quattro anni di clandestinità, la famiglia di Ira era stata trovata e uccisa, e lei, che non era in casa al momento della tragedia, accettò di essere riportata dal padre e di prendere la corona che le spettava.
Ma Ira aveva un piano: avvelenato il padre con una delle piante che aveva imparato a evitare nel bosco in cui viveva, assunto il potere fece uccidere tutta la corte reale, lasciando solo lei come unica autorità. Ben presto Ira si accorse di essere incinta del suo grande amore, e sua figlia, Vendetta, avrebbe continuato a uccidere e mutilare chiunque avrebbe richiamato un'assemblea regia.
La Corona è un fardello che solo una persona può portare, tutto il resto è popolo.
Era il figlio del contadino ma era gentile, buono e puro.
Passarono mesi prima che riuscirono a parlarsi. In quei mesi lei lo guardava dalla sua torre e lui, con la schiena rivolta verso la torre, sapeva di essere osservato dalla bellissima principessa.
Riuscirono a incontrarsi una notte e decisero di scappare: lei era incinta e lui aveva la forza e le possibilità per poter sfamare la sua amata e la loro futura bambina.
Scapparono e dopo poche settimane nacque Speranza. Ma erano dei fuggitivi: il padre di Ira, il re, aveva mandato le guardie reali per trovarla e far tornare a casa ma erano nascosti bene e tranquilli della loro posizione.
La loro vita trascorse nella quiete e nell'amore.
Poi tutto ebbe fine.
Dopo quasi quattro anni di clandestinità, la famiglia di Ira era stata trovata e uccisa, e lei, che non era in casa al momento della tragedia, accettò di essere riportata dal padre e di prendere la corona che le spettava.
Ma Ira aveva un piano: avvelenato il padre con una delle piante che aveva imparato a evitare nel bosco in cui viveva, assunto il potere fece uccidere tutta la corte reale, lasciando solo lei come unica autorità. Ben presto Ira si accorse di essere incinta del suo grande amore, e sua figlia, Vendetta, avrebbe continuato a uccidere e mutilare chiunque avrebbe richiamato un'assemblea regia.
La Corona è un fardello che solo una persona può portare, tutto il resto è popolo.
Iscriviti a:
Post (Atom)