Erano le povere orfane del villaggio e tutti lo sapevano.
Quando i loro genitori morirono per la malattia che aveva contagiato il villaggio, loro due, protette da una benedizione divina si salvarono.
La loro casa fu bruciata per evitare il contagio, così Invidia, ormai adolescente, e sua sorella Passione, poco più che una neonata, trovarono rifugio nel bosco. Invidia perse giovinezza e bellezza pur di badare alla sorella e rifiutò molte attenzioni da parte di pretendenti che sapevano della presenza di una fanciulla nei boschi.
Per lei la vita era una missione per far crescere la minore in gioia e spensieratezza caricandosi lei di oneri non adatti ad una giovane della sua età.
Passarono gli anni e Passione era oramai grande abbastanza per potersi occupare di sé mentre Invidia continuava a invecchiare e ormai la sua bellezza era già sfiorita da tempo. Passione un giorno si presentò nella sua casa accompagnata da un giovane. Disse alla sorella che si sarebbe sposata e che avrebbe avuto un bambino.
Invidia sorrise ma allo stesso tempo tramava alle spalle della sorella. Dopo una vita passata nei boschi ne conosceva i segreti e le proprietà delle piante che lì crescevano. Così prese quelle più velenose che conosceva, ne fece un infuso e lo diede al futuro marito della sorella che cadde morto dopo qualche secondo.
Passione, conosciuta la verità si allontanò dalla sorella e sua figlia, Vendetta, ucciderà la zia allo stesso modo in cui essa stessa uccise il padre anni prima.
Ora il suo corpo giace nel bosco, coperto di erba velenosa.
martedì 21 luglio 2015
domenica 19 luglio 2015
Storie di peccati: Avarizia
Le guerre per il potere sono antiche come vecchi alberi piantati da antenati di cui nessuno ricorda più il volto. Nella guerra del re vecchio e malvagio, i popoli sconfitti venivano resi schiavi o uccisi.
In una di queste guerre accadde un fatto straordinario: una schiava, Avarizia, venne resa regina.
Giovane e dalla pelle color cioccolato, Avarizia venne costretta a sposare il re vecchio e malvagio per assicurarsi che il suo popolo, già povero per la siccità e la carestia, non venisse ucciso o reso schiavo.
Avarizia veniva dal re trattata come una serva, non come una regina: lui pensava fosse stupida e che non comprendesse la sua lingua. Ma si sbagliava: dal momento in cui Avarizia prese la corona era decisa a far finire il regno e aiutata dalla numerosa servitù del castello, finita in quella condizione perché presa anch'essa in ostaggio dal re, riuscì a ucciderlo e ad essere l'unica ad avere il potere del regno.
In quella posizione poteva raccogliere l'oro e le vivande necessarie da portare al suo popolo ma doveva farlo con cautela o avrebbero capito il suo doppio gioco. Così negli anni Avarizia agli occhi del popolo che regnava, era una ladra, una despota, che teneva a sé tutte le ricchezze. In pochi conoscevano il suo segreto. Ma quando il popolo che la chiamava regina divenne povero e malato si scatenò una rivoluzione: le guardie reali si torsero contro di lei e la misero nelle prigioni.
Quando cercarono l'oro e le vivande a lei consegnate non trovarono nulla ma per sempre Avarizia venne conosciuta come la ladra, l'assassina di popoli.
Quando cercarono l'oro e le vivande a lei consegnate non trovarono nulla ma per sempre Avarizia venne conosciuta come la ladra, l'assassina di popoli.
sabato 18 luglio 2015
Storie di peccati: Ira
Ira era la figlia di un re ma di tutti i privilegi regi non se ne faceva nulla. Lei passava il suo tempo a leggere i libri, a fantasticare se mai fosse riuscita ad avere una storia d'amore come quelle che leggeva. E inaspettatamente, per una che credeva che avrebbe aspettato con timore la decisione del padre di sposarla con un uomo da lui scelto, lei trovò prima l'amore.
Era il figlio del contadino ma era gentile, buono e puro.
Passarono mesi prima che riuscirono a parlarsi. In quei mesi lei lo guardava dalla sua torre e lui, con la schiena rivolta verso la torre, sapeva di essere osservato dalla bellissima principessa.
Riuscirono a incontrarsi una notte e decisero di scappare: lei era incinta e lui aveva la forza e le possibilità per poter sfamare la sua amata e la loro futura bambina.
Scapparono e dopo poche settimane nacque Speranza. Ma erano dei fuggitivi: il padre di Ira, il re, aveva mandato le guardie reali per trovarla e far tornare a casa ma erano nascosti bene e tranquilli della loro posizione.
La loro vita trascorse nella quiete e nell'amore.
Poi tutto ebbe fine.
Dopo quasi quattro anni di clandestinità, la famiglia di Ira era stata trovata e uccisa, e lei, che non era in casa al momento della tragedia, accettò di essere riportata dal padre e di prendere la corona che le spettava.
Ma Ira aveva un piano: avvelenato il padre con una delle piante che aveva imparato a evitare nel bosco in cui viveva, assunto il potere fece uccidere tutta la corte reale, lasciando solo lei come unica autorità. Ben presto Ira si accorse di essere incinta del suo grande amore, e sua figlia, Vendetta, avrebbe continuato a uccidere e mutilare chiunque avrebbe richiamato un'assemblea regia.
La Corona è un fardello che solo una persona può portare, tutto il resto è popolo.
Era il figlio del contadino ma era gentile, buono e puro.
Passarono mesi prima che riuscirono a parlarsi. In quei mesi lei lo guardava dalla sua torre e lui, con la schiena rivolta verso la torre, sapeva di essere osservato dalla bellissima principessa.
Riuscirono a incontrarsi una notte e decisero di scappare: lei era incinta e lui aveva la forza e le possibilità per poter sfamare la sua amata e la loro futura bambina.
Scapparono e dopo poche settimane nacque Speranza. Ma erano dei fuggitivi: il padre di Ira, il re, aveva mandato le guardie reali per trovarla e far tornare a casa ma erano nascosti bene e tranquilli della loro posizione.
La loro vita trascorse nella quiete e nell'amore.
Poi tutto ebbe fine.
Dopo quasi quattro anni di clandestinità, la famiglia di Ira era stata trovata e uccisa, e lei, che non era in casa al momento della tragedia, accettò di essere riportata dal padre e di prendere la corona che le spettava.
Ma Ira aveva un piano: avvelenato il padre con una delle piante che aveva imparato a evitare nel bosco in cui viveva, assunto il potere fece uccidere tutta la corte reale, lasciando solo lei come unica autorità. Ben presto Ira si accorse di essere incinta del suo grande amore, e sua figlia, Vendetta, avrebbe continuato a uccidere e mutilare chiunque avrebbe richiamato un'assemblea regia.
La Corona è un fardello che solo una persona può portare, tutto il resto è popolo.
giovedì 16 luglio 2015
Storie di peccati: Lussuria
Una donna, arrivata in età da matrimonio, concede al marito il miracolo della vita.
Purtroppo per non tutte è così e per Lussuria vigeva questa maledizione.
Dopo anni passati a cercare di dare eredi al marito che tanto amava, Lussuria, che soffriva di questa sua impotenza, fece tutto ciò che era in suo potere per dare al marito ciò che gli spettava sottoponendosi a trattamenti dolorosi e spiacevoli.
Ma lei non riusciva comunque a creare un'altra vita. Così un giorno, il marito, stanco e arrabbiato per la disgrazia che era stata inflitta alla sua famiglia la cacciò di casa e lei, Lussuria, non sapendo dove rifugiarsi, si diresse a casa del suo vecchio amico.
Fortuna vuole che fosse il fratello del suo consorte e che di lui si fidava ciecamente.
Sfortuna vuole che proprio l'uomo fidato si rivelò essere la sua condanna.
Consumarono un amore carnale: "Forse il problema è mio fratello." disse lui. "Se rimanessi incinta lui ti lascerebbe tornare a casa con lui e tutti i vostri problemi potrebbero svanire."
Ma dopo il loro incontro infruttuoso, lui, il fidato, svelò a tutti di essere stato ammaliato da Lussuria e che lei lo aveva costretto a quell'incontro.
Così Lussuria che del paese aveva rispetto e fiducia, venne bandita.
Prese le sue cose e andò al porto, si imbarcò sulla prima nave e lasciò tutti coloro che appartenevano alla sua vita precedente.
Di lei nessuno seppe più nulla, eppure le voci che fosse partita per distruggere i matrimoni altrui, passarono di bocca in bocca, veloci ed efficaci: "Il pettegolezzo la uccise" dirà qualcuno.
E così fu.
Purtroppo per non tutte è così e per Lussuria vigeva questa maledizione.
Dopo anni passati a cercare di dare eredi al marito che tanto amava, Lussuria, che soffriva di questa sua impotenza, fece tutto ciò che era in suo potere per dare al marito ciò che gli spettava sottoponendosi a trattamenti dolorosi e spiacevoli.
Ma lei non riusciva comunque a creare un'altra vita. Così un giorno, il marito, stanco e arrabbiato per la disgrazia che era stata inflitta alla sua famiglia la cacciò di casa e lei, Lussuria, non sapendo dove rifugiarsi, si diresse a casa del suo vecchio amico.
Fortuna vuole che fosse il fratello del suo consorte e che di lui si fidava ciecamente.
Sfortuna vuole che proprio l'uomo fidato si rivelò essere la sua condanna.
Consumarono un amore carnale: "Forse il problema è mio fratello." disse lui. "Se rimanessi incinta lui ti lascerebbe tornare a casa con lui e tutti i vostri problemi potrebbero svanire."
Ma dopo il loro incontro infruttuoso, lui, il fidato, svelò a tutti di essere stato ammaliato da Lussuria e che lei lo aveva costretto a quell'incontro.
Così Lussuria che del paese aveva rispetto e fiducia, venne bandita.
Prese le sue cose e andò al porto, si imbarcò sulla prima nave e lasciò tutti coloro che appartenevano alla sua vita precedente.
Di lei nessuno seppe più nulla, eppure le voci che fosse partita per distruggere i matrimoni altrui, passarono di bocca in bocca, veloci ed efficaci: "Il pettegolezzo la uccise" dirà qualcuno.
E così fu.
martedì 14 luglio 2015
Storie di peccati: Ingordigia
Tutti conoscono Cenerentola, la principessa schiava e infine la regina buona. Ma nessuno conosce ciò che è accaduto dopo la sua incoronazione.
Prima di tutto, Cenerentola era un nomignolo datole per il suo essere sempre sporca di fuliggine. Il suo vero nome era Ingordigia.
Quando la corona venne posata sul suo capo, tutti nel regno sospettavano che fosse un'impostora, un'usurpatrice di un trono che non spettava a lei. E lei conosceva il pensiero del popolo e rimaneva chiusa per ore nelle sue stanze in attesa dell'arrivo del marito finché lui, vedendola giù di morale e triste non le consigliò di andare nel reame a comprare tutto ciò che lei voleva.
E così fece.
Più girava in quello che di diritto era il suo popolo e più il suo popolo la additava e ogni volta che accadeva, Ingordigia, acquistava qualcosa da uno dei mercanti.
Poi arrivò l'ossessione: usciva ogni giorno a caccia di qualcosa di nuovo da comprare e più comprava, più veniva additata creando una routine malata che l'avrebbe portata ad avere una discussione con il suo sposo. Ingordigia lesse nelle parole del re le stesse accuse dategli dal suo popolo e non trovò altra soluzione se non ucciderlo e continuare a fare le sue compere che tanto la facevano stare bene.
Il popolo era adirato e lei continuava a spendere i soldi del reame e ad accumulare ricchezze fino a quando la sua bambina, Parsimonia, cosciente di ciò che aveva fatto la madre, raggiunta l'età per regnare, non le strappò via la corona e la rinchiuse nelle sue stanze.
Si conosce poco della morte di Ingordigia.
Alcuni dicono che sia scappata, altri che, rinchiusa nelle sue stanze, Parsimonia venne schiacciata dal peso dell'enorme lampadario usato nelle sale da ballo che lei si ostinò di mettere nella sua stanza e che qualcuno, forse la figlia stessa, svitò intenzionalmente.
Prima di tutto, Cenerentola era un nomignolo datole per il suo essere sempre sporca di fuliggine. Il suo vero nome era Ingordigia.
Quando la corona venne posata sul suo capo, tutti nel regno sospettavano che fosse un'impostora, un'usurpatrice di un trono che non spettava a lei. E lei conosceva il pensiero del popolo e rimaneva chiusa per ore nelle sue stanze in attesa dell'arrivo del marito finché lui, vedendola giù di morale e triste non le consigliò di andare nel reame a comprare tutto ciò che lei voleva.
E così fece.
Più girava in quello che di diritto era il suo popolo e più il suo popolo la additava e ogni volta che accadeva, Ingordigia, acquistava qualcosa da uno dei mercanti.
Poi arrivò l'ossessione: usciva ogni giorno a caccia di qualcosa di nuovo da comprare e più comprava, più veniva additata creando una routine malata che l'avrebbe portata ad avere una discussione con il suo sposo. Ingordigia lesse nelle parole del re le stesse accuse dategli dal suo popolo e non trovò altra soluzione se non ucciderlo e continuare a fare le sue compere che tanto la facevano stare bene.
Il popolo era adirato e lei continuava a spendere i soldi del reame e ad accumulare ricchezze fino a quando la sua bambina, Parsimonia, cosciente di ciò che aveva fatto la madre, raggiunta l'età per regnare, non le strappò via la corona e la rinchiuse nelle sue stanze.
Si conosce poco della morte di Ingordigia.
Alcuni dicono che sia scappata, altri che, rinchiusa nelle sue stanze, Parsimonia venne schiacciata dal peso dell'enorme lampadario usato nelle sale da ballo che lei si ostinò di mettere nella sua stanza e che qualcuno, forse la figlia stessa, svitò intenzionalmente.
Storie di peccati: Accidia
Nacque Accidia la Sognatrice o l'Innamorata.
Sin da bambina aveva cura di ciò che aveva e sapeva che un giorno sarebbe stata una moglie devota a quello che sarebbe stato l'Amore della sua vita.
Accidia era ancora molto giovane quando trovò Coraggio e con lui iniziò una storia d'amore di cui gli scrittori hanno sempre preferito non parlare per paura di non rendere giustizia a ciò che li legava.
Erano inseparabili ma soprattutto erano innamorati l'uno dell'altra.
Coraggio da buon comandante dell'esercito, venne chiamato in guerra e in guerra trovò la sua fine.
Accidia, conosciuta la fine del suo grande amore, indossò il vestito scelto per le nozze, si diresse nella sua stanza da letto e in esso sprofondò in lungo sonno fino al giorno della sua morte.
Sapete, Accidia era buona ma sapeva che la battaglia della sua vita consisteva nel prendersi cura delle persone a lei care e quando scoprì che aveva perso, che era stata sconfitta, intuì allora che sarebbe stato meglio poter vivere la sua vita nei sogni, continuare a fare del bene in essi per congiungersi appena possibile con il suo amato.
Sin da bambina aveva cura di ciò che aveva e sapeva che un giorno sarebbe stata una moglie devota a quello che sarebbe stato l'Amore della sua vita.
Accidia era ancora molto giovane quando trovò Coraggio e con lui iniziò una storia d'amore di cui gli scrittori hanno sempre preferito non parlare per paura di non rendere giustizia a ciò che li legava.
Erano inseparabili ma soprattutto erano innamorati l'uno dell'altra.
Coraggio da buon comandante dell'esercito, venne chiamato in guerra e in guerra trovò la sua fine.
Accidia, conosciuta la fine del suo grande amore, indossò il vestito scelto per le nozze, si diresse nella sua stanza da letto e in esso sprofondò in lungo sonno fino al giorno della sua morte.
Sapete, Accidia era buona ma sapeva che la battaglia della sua vita consisteva nel prendersi cura delle persone a lei care e quando scoprì che aveva perso, che era stata sconfitta, intuì allora che sarebbe stato meglio poter vivere la sua vita nei sogni, continuare a fare del bene in essi per congiungersi appena possibile con il suo amato.
lunedì 13 luglio 2015
Storie di peccati: Superbia
Con l'errore di Pandora tanti orrori uscirono fuori da quel vaso.
Tra di essi uscì fuori Superbia, una delle più terribili.
Superbia era stata imprigionata nel vaso perché complice di uno dei più grandi reati conosciuti al mondo: la rivolta contro Dio da parte di Satana, suo sposo.
Superbia era solo una mortale di umili origini, abbandonata da sua madre quando era in fasce e per l'ignoranza che aveva del suo passato aveva sempre pensato di essere di origini divine e trovava disgustoso il modo di vivere imposto dai suoi genitori adottivi. Così Superbia dopo l'ennesima fuga d'amore con uno dei numerosi uomini che le promettevano un futuro migliore, incontrò Satana: l'angelo più bello dell'arsenale di Dio.
Lui la ammonì, le spiegò che per salire in alto bisognava lavorare duramente e che niente veniva regalato ma che tutto doveva essere conquistato con la fatica e il sacrificio.
Lei gli rispose che per un angelo capire un problema umano era cosa assai difficile e poi lo chiamò "Schiavo di Dio" e da quelle parole iniziò la Rivolta.
"Sono un pari di Dio, non un suo schiavo. Sono l'angelo più bello del Signore." disse Satana.
"Il più bello, si. Ma non il più potente. Se un giorno volesse, il Signore potrebbe eliminarti, senza che tu neanche trovi il tempo per accorgertene." rispose Superbia.
Si lasciarono ma Satana ormai aveva in lui il sentore che forse Superbia avesse ragione.
Si ribellò a Dio.
Perse le sue ali.
Regnò nell'Inferno e in esso, durante la sua caduta, trascinò con lui Superbia, felice di aver trovato il suo giusto ruolo: Regina degli Inferi.
Tra di essi uscì fuori Superbia, una delle più terribili.
Superbia era stata imprigionata nel vaso perché complice di uno dei più grandi reati conosciuti al mondo: la rivolta contro Dio da parte di Satana, suo sposo.
Superbia era solo una mortale di umili origini, abbandonata da sua madre quando era in fasce e per l'ignoranza che aveva del suo passato aveva sempre pensato di essere di origini divine e trovava disgustoso il modo di vivere imposto dai suoi genitori adottivi. Così Superbia dopo l'ennesima fuga d'amore con uno dei numerosi uomini che le promettevano un futuro migliore, incontrò Satana: l'angelo più bello dell'arsenale di Dio.
Lui la ammonì, le spiegò che per salire in alto bisognava lavorare duramente e che niente veniva regalato ma che tutto doveva essere conquistato con la fatica e il sacrificio.
Lei gli rispose che per un angelo capire un problema umano era cosa assai difficile e poi lo chiamò "Schiavo di Dio" e da quelle parole iniziò la Rivolta.
"Sono un pari di Dio, non un suo schiavo. Sono l'angelo più bello del Signore." disse Satana.
"Il più bello, si. Ma non il più potente. Se un giorno volesse, il Signore potrebbe eliminarti, senza che tu neanche trovi il tempo per accorgertene." rispose Superbia.
Si lasciarono ma Satana ormai aveva in lui il sentore che forse Superbia avesse ragione.
Si ribellò a Dio.
Perse le sue ali.
Regnò nell'Inferno e in esso, durante la sua caduta, trascinò con lui Superbia, felice di aver trovato il suo giusto ruolo: Regina degli Inferi.
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